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L’AN DE LA FAN 21 E 22 MAGGIO – CAPPELLA MAGGIORE

24 Maggio 2016 Commenti chiusi

La rievocazione storica del passaggio dei profughi in ricordo dell’occupazione del 1917, si è tenuta
a Cappella Maggiore nei giorni 21 e 22 maggio.
Sabato si è svolta la presentazione e l’apertura della rievocazione storica con lo schieramento dei Reggimenti di Tradizione austro ungarici con bandiera reggimentale, profughi e prigionieri – presso il campo militare Villa Garbellotto – Via della Paglia
Domenica la partenza dei carri profughi e del gruppo reparto salmerie della sezione A.N.A. di Vittorio Veneto, scortati dalle truppe di occupazione austro ungariche provenienti dal Trentino Alto Adige, Austria e Slovenia, in uniforme storica.
Nel corso della manifestazione ha funzionato il servizio enogastronomico con specialità culinarie di una volta : i figadei con la polenta e la tosea (rigorosamente di AgriCansiglio), la fortaia coe spondoe e altre specialità. La cucina è stata curata dal team di cucina del ristorante pizzeria Tabialà di Cappella Maggiore che , nell’occasione,ha tenuto chiuso il proprio locale.

….un salto al Tabialà, a Cappella Maggiore

23 Maggio 2016 Commenti chiusi

…..un salto al Tabialà, a Cappella Maggiore

Sono molti anni che parliamo e scriviamo di ristoranti e ristoratori.
Ormai, lo confessiamo, raramente ci capita di emozionarci, per quell’insostituibile mix
di buona cucina e doti umane che ogni esperienza ci deve suggerire.
Fra osare le patatine industriali, gli strepiti in tv e le ricette in tutte le salse, un brivido
di autentica indignazione ci pervade sempre più spesso.

Incontrare Fabrizio, al Tabialà di Cappella Maggiore, lo diciamo senza infingimenti,ci
ha in parte riportati sulla retta via.
Fabrizio è nato e cresciuto nel mondo del cibo, ha studiato, ha girato e vagabondato
collezionando diverse esperienze professionali, poi, approdato al Tabialà, dopo una
manciata d’anni, lo ha preso in mano di par suo.
Non occorre usare paroloni insensati o dilungarci : il suo menù (giornaliero) parte
da pochi comandamenti, ma molto chiari : prodotti freschi, qualitativamente
ineccepibili; stagionalità della cucina ; niente abbinamenti o interventi invasivi, ma
rispetto assoluto delle qualità dei singoli alimenti ; creatività nelle presentazioni.
Il tocco di creatività stà appunto negli accostamenti, nelle cotture mai invasive,
nel commento intelligente.

Persino nelle pizze Fabrizio ci ha messo del suo. Dopo molti esperimenti, ha saputo
individuare una ‘trama’ di farine antiche e con un mix personalissimo ( con impasti
a lunga, lunghissima lievitazione e maturazione), ha saputo proporre al Tabialà una pizza squisita e , semplicemente,buona!

La scelta dei vini, pur previlegiando i vini del territorio, non esclude alcune citazioni di grande cultura enoica : Franciacorta,Champagne e….. il resto lo lasciano scoprire di persona !

Fabrizio ha anche il dono della buona comunicazione, la ricerca, la coltiva, con uno stile mai arrogante o supponente. Ci leggi dietro e dentro tutto l’entusiasmo di una vita dedicata al cibo come fatto culturale.

Le iniziative di informazione della rete dei borghi europei del gusto hanno dunque incontrato un interlocutore positivo.