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Alla Macelleria di Roberto d’Altoè e Refrontolo

6 Gennaio 2011 Commenti chiusi

Il 20 settembre 2005, anno in cui nascevano le iniziative di informazione de l’Italia del Gusto, il settimanale SetteNordest pubblicava a pagina 7, un servizio informativo sulla Macelleria di Roberto d’Altoè a Refrontolo.
” Quando entri nella Macelleria di Roberto d’Altoè a Refrontolo la prima osservazione che ti viene in mente è del tutto naturale :’ma questa è una vera e propria boutique…”.In effetti la professione del macellaio in questi ultimi anni, ha avuto una evoluzione.Non basta più scegliere della buona carne (come sempre, al vivo,nelle stalle dei contadini…), ed esporla nel banco. ” Il macellaio si fa gastronomo e un po’ cuoco, va incontro alle esigenze del consumatore,che sono condizionate dal tempo e dai nuovi gusti.Così la buona carne deve essere interpretata e preparata,secondo uno stile fantasioso e creativo, così da stuzzicare il palato e la vista.Queste proposte gastronomiche sono già pronte per essere cotte e rappresentano anche una occasione din diversificazione alimentare.”
In effetti il banco di Roberto è tutto un fiuorire di provocazioni culinarie,giustamente commentate e presentate.
” Sia chiaro,resta fondamentale, amonte, la conoscenza del territorio,per scegliere il meglio in termini di qualità.Ho l’impressione che il tempo e la storia modifichino naturalmente i contenuti di una professione.Chi si ferma è perduto.”
Insomma il macellaio si fà un po’ gastronomo,come lo definisce Davide Paolini nelle pagine de Il Sole 24 Oere.Un gastronauta che ha nella curiosità intellettuale la prima molla per spingersi ad esplorare
nuovi territori, nuovi abbinamenti del gusto.
“Alla base di tutto vi deve essere la passione per il mestiere. La professionalità si alimenta di essa e da essa trae la linfa vitale per suggerire i percorsi da intraprendere”.
La macelleria di Roberto d’Altoè è poi popolata da tutta una serie di suggerimenti di paste artigianali,salumi artigianali,confezioni di sughi e conserve naturali, vini del territorio…. insomma un concerto di prelibatezze che provengono da ogni parte d’Italia. E per chi ama un buon bicchiere di vino,ecco alcune proposte eroiche di tutgto rispetto,fra le quali non potevano certo mancare i vini di queste colline benedette.”
Oggi una visita gustosa in incognito dei giornalisti e dei comunicatori de l’Italia del Gusto, ha confermato
queste linee di giudizio.
Siamo nel 2011 : il tempo passa, l’eccellenza in casa d’Altoè migliora invece con gli anni !

A REFRONTOLO IL PANIFICIO PIOL

18 Luglio 2010 Commenti chiusi

A Refrontolo,giusto giù dalla riva che porta verso Solighetto (via Costa al civico 1), troverete un pezzo della storia del paese : il panificio Piol. In anni e anni di percorsi vagabondi alla ricerca

del buon pane artigianale,siamo sempre venuti qui, per chiedere il pane necessario alle degustazioni. Un ‘vizio’ che sa ormai di storia, visto che il tempo non ha intaccato la qualità delle produzioni. In questi ultimi anni vi è stata una grande rivalutazione del pane come alimento : anche se campagne forsennate suggeriscono una sua eliminazione a vantaggio di altri improbabili prodotti industriali,il pane ha saputo (grazie al sacrificio e all’impegno di tanti artisti-artigiani), ‘tenere duro’.

Qui al panificio Piol viene interpretato al meglio,con una ‘carta’ che previlegia diverse farine, diversi commenti, al mutare delle stagioni e secondo fantasia.

Il Panificio è conosciuto ed apprezzato anche per la produzioni di dolci da forno e biscotti : buona farina non smente !

Il Panificio Piol a Collalto

11 Luglio 2010 Commenti chiusi

Il percorso del gusto che porterà al Festival Europeo del Gusto ha preso il via a Collalto,presso il ristorante Due Torri.
All’incontro con giornalisti e comunicatori sono intervenuti anche Bruno e Valeria Piol-

A Refrontolo,giusto giù dalla riva che porta verso Solighetto (via Costa al civico 1), troverete un pezzo della storia del paese : il panificio Piol. In anni e anni di percorsi vagabondi alla ricerca
del buon pane artigianale,siamo sempre venuti qui, per chiedere il pane necessario alle degustazioni. Un ‘vizio’ che sa ormai di storia, visto che il tempo non ha intaccato la qualità delle produzioni. In questi ultimi anni vi è stata una grande rivalutazione del pane come alimento : anche se campagne forsennate suggeriscono una sua eliminazione a vantaggio di altri improbabili prodotti industriali,il pane ha saputo (grazie al sacrificio e all’impegno di tanti artisti-artigiani), ‘tenere duro’.
Qui al panificio Piol viene interpretato al meglio,con una ‘carta’ che previlegia diverse farine, diversi commenti, al mutare delle stagioni e secondo fantasia.
Il Panificio è conosciuto ed apprezzato anche per la produzioni di dolci da forno e biscotti :buona farina non smente !